La Commissione Europea mette al bando i biberon con Bisfenolo A, ovvero i biberon in plastica trasparente.

Si tratta di una sostanza chimica impiegata nella produzione di materie plastiche, tra cui anche quelle che comunemente si utilizzano per i biberon o per le bibite con il sistema del vuoto a rendere, o le stoviglie di plastica. Il problema legato al suo utilizzo nasce perché piccole quantità possono migrare negli alimenti e, secondo i vari studi che si sono succeduti nei decenni, il BPA sarebbe nocivo all’organismo, in particolare ai bambini, il cui sviluppo cerebrale potrebbe subire danni proprio a causa dell’ingestione attraverso oggetti quali i biberon.

In definitiva, dal 1° marzo 2011 in Europa non si potranno più produrre biberon al Bisfenolo A e dal 1° giugno ne sarà vietata la vendita e l'importazione. Sono mesi che i 27 Paesi dell’UE ne discutono, ma già Danimarca e Francia avevano deciso di vietare l’uso del BPA, così come altrove avevano già fatto Canada e Australia.
Ecco che finalmente arriva la decisione drastica dell’Ue: il BPA nuoce gravemente alla salute. Le associazioni dei consumatori si sono immediatamente dichiarate soddisfatte. Anche Greenpeace si è espressa a favore, comunicando in una nota la propria posizione: “La decisione dell’Unione europea di proibire la produzione di biberon contenenti BPA dal prossimo marzo – ha commentato Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento - è una vittoria per i nostri bambini. In Italia, i biberon in plastica sono ancora sugli scaffali, ma varie aziende si sono adeguate da tempo alle decisioni prese da Francia e Danimarca, che hanno anticipato le scelte europee, proponendo invece biberon BPA-free, con la relativa etichetta a segnalare che la sostanza – ora ritenuta tossica – non è stata utilizzata nelle fasi di produzione. Chi vorrà continuare ad acquistare biberon in plastica dovrà prendere solo quelli “bisfenolo free”, che si riconoscono per la dicitura “BPA free”.